Le statue dell’isola di Pasqua hanno anche un corpo


Le statue dell’isola di Pasqua non hanno ancora svelato tutti i loro segreti

La scoperta non è recente, ma nelle ultime settimane è stata di nuovo rilanciata: le statue dell’isola di Pasqua hanno un corpo. Mentre probabilmente la loro fama deriva sopratutto dalla loro enorme ed enigmatica testa, queste statue hanno ancora in serbo numerosi altri segreti. Più della metà della loro dimensione è risultata interrata, corpo e mani erano infatti celati dal terreno.

Se si attribuisce la scoperta delle parti interrate delle statue alla coppia Routledge, un gruppo privato di ricerca ha recentemente sotterrato una statua che ha mostrato di avere anche numerose scritte sul tronco.

Molti misteri circondano ancora l’Isola di Pasqua e la scoperta di queste scritte nascoste rischiano di riaccendere il dibattito. Leggi l’articolo completo

DESTINI CLONATI


QUESTO INQUIETANTE ARTICOLO DI GIUSEPPE COSCO E’ STATO PUBBLICATO DALLA RIVISTA “OLTRE LA CONOSCENZA“, N. 21, (FEBBRAIO 1998)..

 

 UNO STUDIO METTE IN LUCE UNA REALTA’ SCONOSCIUTA: LE VITE PARALLELE

 

Sono state rilevate analogie incredibili tra vicende umane totalmente estranee tra loro. Dalla storia delle due donne di nome Edna, come da quella dei due presidenti Lincoln e Kennedy, si ricava la certezza che vi sono coincidenze troppo precise per essere casuali. Forse ciascuno di noi ha un “sosia”, un altro che vive la nostra stessa vita come la fotocopia di un disegno già tracciato nel grande libro del destino. Leggi l’articolo completo

I Vampiri


La notizia è di quelle che fanno discutere: nel cimitero del Lazzaretto nuovo di Venezia, durante uno scavo archeologico per indagare sulle epidemie di peste che colpirono Venezia tra il 500 e il 600, è stato trovato lo scheletro di una vampira. O almeno di quella che all’epoca era ritenuta una vampira.
Matteo Borrini, l’archeologo dell’università di Firenze che ha fatto la scoperta ovviamente non crede ai vampiri e, a ben guardare, non aveva canini particolarmente lunghi. Allora perché dice che è una vampira? A causa del modo con il quale è stata eliminata. Dalla foto si vede, infatti, che ha un mattone in bocca che le ha spaccato denti e mascella. Uno scempio, secondo le analisi fatte da Borrrini utilizzando le metodologie rese famose da telefilm come CSI, Borrini è anche antropologo forense, praticato dopo la morte della donna. Un atto che serviva a uccidere un particolare tipo di vampiro: il nachzehrer ovvero il masticatore di sudari. Secondo le credenze popolari questi vampiri non si nutrivano di sangue ma “vivevano” nelle loro tombe masticando i loro sudari e sviluppandosi un poco alla volta fino a poter uscire dalla tomba come veri vampiri. Leggi l’articolo completo

SOLI NELL’UNIVERSO?


C’è qualcuno là fuori? No, secondo il fisico italiano Elio Sindoni, recentemente autore, per i tipi della casa editrice S.Raffaele (la stessa dello scandalo di don Verzè) di un libro che ha già fatto infuriare gli ufologo: Siamo soli nell’universo. Il titolo la dice lunga anche se non rappresenta una novità. Sindoni è un tipico esponente di quel filone scientifico cattolico influenzato dall’idea che il Padreterno abbia creato l’universo solo e soltanto per i terrestri e che abbia pensato la Terra come “sgabello per i suoi piedi”. E così, nonostante la patina scientifica, Sindoni cade in quell’errore di antropocentricità che fu in passato di molti pensatori vaticani e che oggi persino la Chiesa stessa rifiuta. Per sostenere le proprie idee Sindoni è costretto a ricorrere al paradosso del fisico Fermi: se gli alieni esistono dove sono? Perché non li vediamo? A questo punto si delineano scenari poco edificanti: forse non si mostrano perché sono soltanto microbi; in tal caso, se si tratta soltanto di forme di vita elementari, non potranno certo venire a trovarci, a meno che si sia sviluppata una sorta di doppia o tripla contemporaneità; loro devono sviluppare una civiltà tecnologica contemporaneamente a noi, “nell’ipotesi molto verosimile che le civiltà, soprattutto quelle molto avanzate, abbiano una durata limitata”. Ma nell’universo sterminato è possibile che non vi sia abbondanza di vita? Sindoni ricorre ai numeri: il numero di forme di vita possibili nasce dal prodotto di un numero grandissimo per uno piccolissimo. “Questa operazione”, spiega Sindoni, “non può dare meno di 1, perché noi esistiamo, ma può dare appunto soltanto 1 oppure 2, 5, 10 o anche di più”. In altre parole, qualcuno là fuori potrebbe anche esserci, sebbene il fisico non sia affatto pronto a giurarci. Prevedibili le reazioni infuriate degli ufologi, che si chiedono come mai non venga considerata la voluminosa casistica sugli oggetti non identificati raccolta in oltre mezzo secolo di studi.

http://www.alfredolissoni.net/sinlib.html

http://informiamo.altervista.org/forum/viewtopic.php?f=14&t=362&sid=94da266611e9d500436450565a678989

L’autocombustione umana


Tratto da: http://www.chupacabramania.com/archivio/61/Lautocombustione-umana.htm

Può un essere umano incendiarsi dall’interno e ridursi in cenere nel giro di pochi istanti lasciando intatti solo gli arti inferiori senza avvertire dolore?

Non esiste spiegazione scientifica o logica per alcuni casi detti di autocombustione umana, in inglese: SHC(Spontaneous Human Combustion) in cui persone prendono fuoco improvvisamente e dei loro corpi rimane solo un mucchio di cenere fumante e generalmente solo gli arti inferiori misteriosamente non bruciano, anche le ossa finiscono in cenere, le vittime non avvertirebbero dolore durante l’ “autocombustione”. Nei luoghi in cui avvengono queste “autocombustioni” non vi sono danni ingenti ai locali solo le vittime e la zona che li circonda è danneggiata dall’incendio. Leggi l’articolo completo

OAK ISLAND IL POZZO DEL TESORO


Oak Island

La scoperta

Un giorno d’estate del 1795 Daniel McGinnis, allora adolescente, stava girovagando su Oak Island, in Nuova Scozia quando incontrò una curiosa depressione circolare sul terreno. Sopra questa depressione c’era un albero i cui rami erano stati tagliati in modo tale che sembrava fossero stati usati come carrucola. Avendo sentito storie di pirati nella zona, decise di ritornare a casa per cercare degli amici e ritornare più tardi per fare indagini sulla buca. Per parecchi giorni McGinnis, con gli amici  John Smith e Anthony Vaughan, lavorò sulla buca. Ciò che trovarono li sorprese. Due piedi sotto la superficie essi incontrarono uno strato di pietre da lastrico che coprivano la buca. 10 piedi (~3 metri) più in basso si imbatterono in uno strato di tronchi di quercia distesi lungo la buca. Ancora a 20 piedi e a 30 piedi essi trovarono la stessa cosa, uno strato di tronchi. Non essendo in grado di continuare da soli da questo punto, tornarono a casa, ma con il progetto di tornare a cercare ancora. Ci vollero 8 anni ai 3 scopritori, ma essi ritornarono. Insieme alla Onslow Company (posseduta da Simeon Lynds, un ricco uomo d’affari del continente), creata a scopo della ricerca, essi riniziarono a scavare. Tornarono velocemente alla profondità di 30 piedi (~9 metri) che avevano raggiunto 8 anni prima.
Continuarono a scavare fino a 90 piedi (~27 metri), trovando uno strato di tronchi di quercia a intervalli di 10 piedi. Oltre alle assi, a 40 piedi fu trovato uno strato di carbone, a 50 piedi uno strato di stucco, e a 60 (~18 metri) piedi uno strato di fibre di cocco.
A 90 piedi fu trovato uno dei più sconcertanti indizi - una pietra iscritta con una grafìa misteriosa. La traduzione del professore di Halifax fu:”Forty Feet below two million pounds are buried” (quaranta piedi più giù sono sepolti due milioni di sterline). Questa traduzione ha molto significato. Risulta essere un semplice codice di sostituzione dove ogni simbolo corrisponde ad un’unica lettera dell’alfabeto. Leggi l’articolo completo

LE PROFEZIE DI MALACHIA


La profezia di Malachia è una lista di 112 brevi frasi in latino, da alcuni ritenute una premonizione attribuita a San Malachia di Armagh. La lista ha la pretesa di descrivere tutti i papi (compresi alcuni antipapi) partendo da Celestino II (eletto nel 1143), e si conclude con un papa descritto come “Petrus Romanus” il cui pontificato, secondo la profezia, terminerà con la distruzione della città di Roma.

Provenienza:

La profezia fu pubblicata nel 1595 da Arnold de Wyon, uno storico benedettino, come parte del suo libro Lignum Vitæ. Wyon attribuisce la lista a San Malachia, vescovo di Armagh nel XII secolo. Secondo la versione tradizionale, nel 1139, Malachia fu chiamato a Roma da Papa Innocenzo II. A Roma Malachia ebbe una visione di futuri papi; Malachia riportò la visione, con una sequenza di passaggi criptici, in un manoscritto dal titolo Prophetia de Summis Pontificibus. Il manoscritto fu depositato negli Archivi Vaticani e successivamente dimenticato fino alla sua riscoperta nel 1590. Dall’altra parte, è stato rilevato che nella biografia di Malachia scritta da Bernardo di Chiaravalle non ci sono menzioni della profezia; e non ci sono citazioni della profezia prima della sua pubblicazione nel 1595. Molti, compresa l’ultima edizione della Enciclopedia Cattolica, suggeriscono che la profezia sia un falso del XVI secolo; alcuni hanno suggerito che sia stata realizzata dal falsario umbro Alfonso Ceccarelli attorno al 1590. Alcuni hanno suggerito che sia stata creata da Nostradamus e attribuita a Malachia perché un veggente non sarebbe stato attaccato per aver profetizzato la distruzione del papato. I sostenitori della profezia, come lo scrittore John Hogue, sostengono che sebbene l’autore della profezia sia incerto, le predizioni restano valide. Leggi l’articolo completo

LE LINEE DI NAZCA


L’altopiano di nazca fu sede della omonima civiltà vissuta tra il II ed il VI secolo d.C. Un popolo, quello di nazca, che non conosceva la scrittura. Situato nel Perù meridionale, in una vasta zona desertica della pampa che si estende per circa 50 chilometri, è un terreno comunque molto fertile. Ai margini della zona in cui si trovano le misteriose linee, il popolo di nazca costruì la città religiosa di Cahuachi. Si trattava, in ogni caso, di una civilità progredita, basti pensare che il sistema di acquedotti della città è tuttora funzionante. La civiltà di nazca fiorì misteriosamente per poi scomparire in modo altrettanto inspiegabile.

Siamo nel 1920, l’uomo si sta impossessando dei cieli. Un piccolo aereo sorvola la piana di nazca. E che cosa scopre il pilota? L’altopiano di nazca fu sede della omonima civiltà vissuta tra il II ed il VI secolo d.C. Un popolo, quello di nazca, che non conosceva la scrittura. Situato nel Perù meridionale, in una vasta zona desertica della pampa che si estende per circa 50 chilometri, è un terreno comunque molto fertile. Ai margini della zona in cui si trovano le misteriose linee, il popolo di nazca costruì la città religiosa di Cahuachi. Si trattava, in ogni caso, di una civilità progredita, basti pensare che il sistema di acquedotti della città è tuttora funzionante. La civiltà di nazca fiorì misteriosamente per poi scomparire in modo altrettanto inspiegabile. Siamo nel 1920, l’uomo si sta impossessando dei cieli. Un piccolo aereo sorvola la piana di nazca. E che cosa scopre il pilota? Leggi l’articolo completo

La leggenda del Chupacabra


Sulla scia del tormentone della “mutilazione del bestiame” di qualche tempo fa, a metà anni Novanta, si diffusero segnalazioni di una bestia assetata di sangue — il chupacabras, (lett. “succhiacapre”) — da Puerto Rico al Messico fino a raggiungere, più tardi, la Florida. Secondo il Cox News Service (aprile 1996), «la creatura è in parte un alieno venuto dallo spazio, in parte un vampiro e in parte un rettile, con lunghi artigli affilati, occhi sporgenti e l’attitudine alla Dracula di succhiare il sangue mordendo il collo». A Puerto Rico, dove è nata la leggenda, «la creatura ha scatenato una nevrosi simile all’isteria». Leggi l’articolo completo

Un teorema riscrive i fondamenti della meccanica quantistica?


FUTURO – Lo stato quantistico non può essere interpretato statisticamente. Un titolo che va dritto al punto, quello del preprintpubblicato su arXiv il 14 novembre scorso dai fisici Matthew Pusey e Terry Rudolph dell’Imperial College di Londra e Jonathan Barrett della Royal Holloway University of London. Se confermato, questo studio potrebbe offrire una svolta nel dibattito sui fondamenti della meccanica quantistica. Tuttavia, i commentatori invitano ancora alla prudenza: il paper infatti deve essere ancora valutato dalla rivista alla quale è stato presentato.

 Nel preprint Pusey e colleghi propongono un esperimento mentale nel quale, tramite un ragionamento per assurdo, si arriva a dimostrare che un’interpretazione puramente statistica della funzione d’onda porta a contraddire le previsioni stesse della meccanica quantistica. Lo studio arriva quindi a concludere che la funzione d’onda, ovvero ciò che descrive lo stato fisico di un sistema quantistico, descrive qualcosa di fisicamente reale, e non può essere considerata solo come uno strumento matematico e statistico. Inoltre, leggerla in quel modo sembrerebbe porsi in diretta contraddizione con le previsioni della teoria quantistica. Leggi l’articolo completo

Riscaldamento globale: una molecola che fa discutere


AMBIENTE – Una molecola presente nell’atmosfera terrestre sembra candidarsi a un ruolo fondamentale nel contrastare il riscaldamento globale. Sorgono però molti dubbi sulla sua effettiva applicabilità. In un articolo pubblicato su Science, ricercatori delle università di Manchester e Bristol, Regno Unito, e dei Sandia National Laboratories, Stati Uniti, hanno riportato gli effetti potenzialmente rivoluzionari di un tipo di radicali, i biradicali Criegee (dal nome del loro teorizzatore, Rudolf Criegee), che sarebbero capaci di abbassare la temperatura del pianeta. Queste sostanze chimiche agiscono infatti da potenti ossidanti di inquinanti come i biossidi d’azoto e di zolfo, prodotti dalla combustione, e sarebbero in grado di contrastare il riscaldamento provocato dai gas serra. Nonostante l’esistenza di questi radicali sia stata teorizzata negli anni Cinquanta, essi sono stati scoperti soltanto recentemente. Gli scienziati sono ora convinti che, dopo ulteriori ricerche, queste sostanze possano giocare un ruolo rilevante nel contrastare il cambiamento climatico. Leggi l’articolo completo

Gli antichi mari di Marte


La sonda Mars Express dell’Agenzia spaziale europea (Esa) ha ottenuto delle prove convincenti della presenza, nel passato, di un oceano su Marte. La sonda, usando un radar, ha rivelato sedimenti provenienti da un fondale oceanico entro confini già identificati come delle antiche zone costiere del pianeta rosso.

Il radar Marsis è stato lanciato nel 2005 e da allora ha raccolto dati sul sottosuolo marziano. Jérémie Mouginot, che divide le sue ricerche tra l’Istituto di planetologia e astrofisica di Grenoble, in Francia, e l’Università della California di Irvine, Stati Uniti, insieme ad alcuni colleghi ha analizzato più di due anni di dati e ha scoperto che le pianure settentrionali del pianeta sono ricoperte di materiali a bassa densità. I risultati della ricerca sono stati pubblicati ieri sulla rivistaGeophysical Research Letters. Leggi l’articolo completo

Stephen Hawking: Come costruire una macchina del tempo


Quello di viaggiare nel tempo è uno dei sogni più arditi dell’uomo. Chi non ha mai pensato che cosa farebbe se potesse tornare indietro nel tempo? Sul Daily Mail il grande cosmologo Stephen Hawking ha scritto uno splendido articolo per far capire a noi comuni mortali cosa sono le macchine del tempo secondo i fisici e la scienza. L’articolo originale è qui. Di seguito c’è la mia traduzione.

Salve. Mi chiamo Stephen Hawking, fisico, cosmologo e un po’ sognatore. Anche se non posso muovermi e sono costretto a parlare attraverso un computer, nella mia mente sono libero. Libero di esplorare l’universo e pormi grandi domande tipo: è possibile viaggiare nel tempo? Possiamo aprire un portale per il passato o una scorciatoia per il futuro? Possiamo, in definitiva, usare le leggi della natura per diventare padroni del tempo stesso?

Il viaggio nel tempo una volta era considerato un’eresia scientifica. Evitavo di parlarne per paura di venire etichettato come uno stravagante. Oggi non sono più così cauto. In effetti mi sento come la gente che costruì Stonehenge. Sono ossessionato dal tempo. Se avessi una macchina del tempo farei visita a Marilyn Monroe al massimo del suo splendore o farei un salto da Galileo quando puntò il suo telescopio verso il firmamento. Forse farei addirittura un viaggio alla fine dell’universo per scoprire come finisce l’intera storia cosmica. Per capire come questo potrebbe essere possibile, dobbiamo guardare il tempo come fanno i fisici: come una quarta dimensione. Non è difficile come sembra…


«Attraverso il wormhole lo scienziato vede se stesso com’era un minuto fa. Cosa succederebbe se lo usasse per sparare al vecchio se stesso? Ora sarebbe morto, quindi chi avrebbe sparato il proiettile?»

Ogni scolaretto diligente sa che tutti gli oggetti fisici, persino io sulla mia sedia, esistono in tre dimensioni. Ogni cosa ha una larghezza, un’altezza e una lunghezza. C’è però un altro tipo di lunghezza… Una lunghezza nel tempo. Se un essere umano può vivere fino a 80 anni, le pietre di Stonehenge sono state in circolazione per millenni; e il sistema solare durerà per miliardi di anni. Ogni cosa ha una lunghezza nel tempo così come nello spazio. Viaggiare nel tempo significa muoversi attraverso questa quarta dimensione. Per capire cosa ciò significhi, immaginiamo di fare un breve, normale, quotidiano viaggio in auto. Se guidassimo su una strada dritta ci staremo muovendo in una sola dimensione. Se dovessimo girare a destra o a sinistra avremmo aggiunto la seconda dimensione. Se poi ci trovassimo ad andare in salita o in discesa su una sinuosa strada di montagna, ecco che viaggeremmo in tutte e tre le dimensioni. Ma come facciamo sulla Terra a viaggiare nel tempo? Come possiamo trovare un sentiero nella quarta dimensione? Leggi l’articolo completo

SENSAZIONALE SCOPERTA IN ANTARTIDE: TEAM DI SCIENZIATI SCOPRE UNA “PORTA” SPAZIO-TEMPORALE


L’Antartide non finirà mai di stupire e regalare nuove sorprese. Il continente più gelido, remoto e inospitale della Terra, con temperature che toccano anche i -80 gradi centigradi, potrebbe nascondere un vero e proprio museo archeologico, sotto la spessa coltre di ghiaccio che avvolge il 95 per cento del suo territorio e che raggiunge una profondità media di oltre 2000 metri. Qui, 4 mila scienziati, di 46 paesi del mondo, conducono da oltre cinquant’anni le ricerche più impensabili e l sempre in questo luogo avvengono strani e incredibili fenomeni scientifici, alcuni dei quali ancora inspiegabili. E’ ciò che è accaduto a un team di scienziati britannici e statunitensi lo scorso mese di maggio. Leggi l’articolo completo

Viaggiando su binari fantasma


treno fantasmaIl treno scomparso
Nell’ottobre del 1991 apparve un curioso articolo sulla rivista “Stop”: un treno merci, composto d ben 47 vagoni, sarebbe sparito misteriosamente all’interno di una delle gallerie facenti parte della tratta ferroviaria Firenze-Bologna. Difficile credere che un treno di simili proporzioni sia potuto sparire nel nulla, eppure c’è chi giura di averlo avvistato prima che venisse inghiottito dal buio della galleria.
I quotidiani italiani dell’epoca non ne parlarono, ma la notizia, stranamente, venne divulgata in alcune riviste estere, partendo dalla Polonia per poi fare il giro del mondo.
Leggenda metropolitana? Probabile. Eppure l’equipaggio, composto dai tre macchinisti Gerardo Massari, Umberto Bossetti, e Mario Franchini, risulta realmente scomparso.
Detto cio’ si potrebbe pensare ad un’operazione di contrabbando o comunque di dirottamento del treno, ma resta comunque un amletico dubbio: che fine ha fatto il treno?
Ma forse c’è qualcosa che può’ svelare il mistero. Un articolo pubblicato sul Weekly World News del 26 giungo 1990 (quindi antecedente allo “scoop” di Stop) riporta questa notizia: “Passenger train vanishes in tunnel. Cars, crew & 600 people disapper without trace!” Leggi l’articolo completo