TRASFERIMENTO SU INFORMIAMO

Cari amici volevo segnalarvi il mio passaggio definitivo al blog informiamo.altervista.org/blog dell’amico Carmelo Scuderi. Lì mi troverete con il nome di Enrico (mio nome reale). Troverete anche tutti i miei vecchi articoli di OltreVerso e tantissimi altri. Il sito di Informiamo sarà più ricco di articoli e novità, svariando in diverse tematiche, ad esempio: Misteri, UFO, Alieni, Scienza, Paranormale, Abduction, Avvistamenti, Parascienza, Sport e molto altro.
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Enrico-OltreVerso

Sulle Ande le rovine di una cittadella sconosciuta

Corrispondenza di Yuri Leveratto

Grande scoperta nelle Ande peruviane: 100 anni dopo l’annuncio dell’esistenza di Machu Picchu, un team di ricercatori indipendenti è giunto presso le rovine di una cittadella sconosciuta, nascosta nell’intricata “selva alta”, della regione di Cusco

Se sei interessato a sponsorizzare le prossime spedizioni Paititi-Pantiacolla contatta Yuri Leveratto

Il team di esploratori, guidati dallo statunitense Gregory Deyermenjan, al quale ha partecipato l’italiano Yuri Leveratto, ha potuto ubicare una cittadella nascosta dopo molti giorni di difficili ricerche, attraverso una delle foreste più intricate e pericolose del Sud America. Per leggere l’articolo dettagliato della spedizione clicca qui:Spedizione nella cordigliera di Paucartambo: l’enigma delle rovine di Miraflores.

A 100 anni dalla riscoperta di Machu Picchu da parte dello statunitense Hiram Bingham, in Perú sono ancora nascosti molti siti archeologici di grandissima importanza. Ancora viva è la leggenda del Paititi, l’El Dorado incaico, una cittadella nascosta nella selva adiacente al mitico “altopiano di Pantiacolla”, dove si sarebbero nascosti gli Incas fuggitivi durante la conquista del Cusco da parte degli spagnoli. Leggi l’articolo completo

83, un numero magico per Teotihuacan

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La notizia è stata ripresa con dovizia di particolari da numerosi organi d’informazione (non in Italia, nessuno pare se ne sia accorto) tra il 26 e 27 ottobre 2011. L’archeologo giapponese Saburo Sugiyama, dell’Università Statale di Aichi, durante una tavola rotonda di cinque giorni (dal 23 al 28 ottobre 2011) organizzata dall’INAH, l’Istituto Nazionale di Antropologia e Storia di Città del Messico, ha spiegato che i costruttori di Teotihuacan, “la città dove nascono gli dèi”, utilizzarono come modello numerico quello degli 83 centimetri, rinvenuto in maniera evidente nella piramide del Sole, in quella della Luna e nel tempio di Quetzalcoatl.Si tratta in sostanza di una base numerica, l’83 appunto, moltiplicata per 4 o multipli di 4, che si ritrova costantemente nelle misurazioni degli edifici di Teotihuacan. Tra gli esempi quello della distanza che intercorre tra le teste scolpite del Serpente Piumato, rappresentate sulla facciata dell’edificio a lui consacrato (3,32 metri, quattro volte l’unità 83) e la lunghezza della scala (13,2 metri, sedici volte l’unità). Leggi l’articolo completo

Anche Newton fissò la fine del mondo ma nel 2060

Non solo i Maya; a far profezie sulla fine del mondo nel terzo millennio e’ stato anche Isaac Newton che ha fissato la deadline planetaria nel 2060.

Il grande scienziato che intui’ la teoria gravitazionale osservando una mela cadere, e fece importanti studi di matematica e astronomia, in privato sembra coltivasse passione per la teologia, la mistica e l’alchimia, portando a termine numerose ricerche a tema. Leggi l’articolo completo

LUCI DALL’OLTREVERSO (Rivista “Tracce d’eternità” nr.17) Gli Egizi e la cerimonia della “apertura della bocca”: rito o reminiscenza?

Gli Egizi e la cerimonia della “apertura della bocca”:

rito o reminiscenza?

di Fabio Marino

Tutti sanno che il popolo egizio elaborò un sistema cultuale e mitologico fondato sulla credenza della sopravvivenza dell’anima alla morte del corpo fisico; anima e corpo, comunque, erano strettamente legate, al punto che l’una non sarebbe sopravvissuta al disfacimento dell’altro. La religione e la cultura egizie in tal senso possono essere riguardate come letteralmente ossessionate dalla necessità di assicurare la conservazione del corpo, specialmente di quello dei faraoni e degli alti dignitari, per consentirne la sopravvivenza e la ascensione al cielo. Nei cosiddetti “Testi delle piramidi”, risalenti nella loro redazione definitiva al 2200 avanti Cristo circa, ma sicuramente molto più antichi per quanto riguarda la redazione originaria, probabilmente trasmessa fino ad allora per via orale, e nel cosiddetto “Libro dei morti”, la cui redazione più completa si ritrova verosimilmente all’interno della tomba di Seti I, ci viene presentato l’intero percorso del defunto dal momento della morte al passaggio nell’aldilà. Fra le tante cerimonie, rituali e prove a cui viene sottoposto il defunto, ce ne sono alcuni molto conosciuti: si pensi, ad esempio, alla cosiddetta “pesatura del cuore”, durante la quale il cuore del defunto veniva messa a confronto come peso con una piuma. Se esso risultava più leggero della piuma, il morto veniva accolto nell’aldilà; in caso contrario, veniva divorato da una delle tante divinità ” negative ” presenti nel Pantheon egizio. Fra le tante cerimonie, una è rimasta finora piuttosto misteriosa e poco conosciuta per quanto riguarda il significato ultimo e la stessa esecuzione. Mi riferisco, per l’appunto, alla “apertura della bocca”, un rito di origine estremamente remota, sicuramente predinastico, che veniva effettuato anche sui simulacri e sulle statue di maggiore importanza teologica. La spiegazione classica della nascita di questa cerimonia è quella secondo cui era necessario infondere alle statue degli dei oppure dei defunti i cinque sensi, in maniera tale che le immagini (per quanto riguarda i simulacri) e i cadaveri (per quanto riguarda i defunti) potessero effettivamente animarsi, in modo da poter fruire fisicamente delle offerte donate. Secondo questa corrente di pensiero, dunque, la nascita di questo rito sarebbe da scriversi all’ambito dei templi e dei culti prima ancora che a quello funerario. Si sa che la cerimonia avveniva in una “casa dell’oro”: consisteva nell’aprire ritualmente la bocca ad una statua o alla mummia stessa del defunto, seguendo una serie ben precisa ed accuratamente trasmessa di gesti e preghiere. La mummia, dopo essere stata purificata, veniva posta su una piccola collina di sabbia (che voleva simboleggiare l’isola primordiale da cui ebbe origine l’intera creazione, a partire dal dio primigenio Atum); successivamente, e solo dopo la purificazione del cadavere, il sacerdote, vestito con la pelle di un leopardo, procedeva all’apertura della bocca vera e propria con le dita ed altri strumenti appositi: in sostanza, l’officiante toccava gentilmente, secondo le interpretazioni ortodosse, con una specie di ascia da falegnami in miniatura i punti corrispondenti ai cinque sensi (occhi, naso, labbra, orecchie), nonché mani e piedi. La frase rituale decisiva era: “La mia bocca è aperta! La mia bocca è spaccata da Shu (il dio dell’aria) con quella lancia di metallo che usava per aprire la bocca degli dei. Io sono il Potente. Siederò accanto a colei che sta nel grande respiro del cielo” (Libro dei morti, formula 23). Accompagnata dunque dalle formule pronunciate dal sacerdote lettore, venivano riportati in vita anche tutti gli altri organi della sfera sensoriale della persona. Quella che probabilmente è la descrizione più completa del rituale ci giunge dalle decorazioni, come detto, della tomba di Seti I (KV17 nella Valle dei Re). Nei suoi corridoi, infatti, sono presenti ben 75 riquadri che illustrano la cerimonia. Un’altra descrizione giunge dalla famosa tomba di Tutankhamen Leggi l’articolo completo

LUCI DALL’OLTREVERSO (Rivista “Tracce d’eternità” nr.16) MOHENJO DARO UNA REVISIONE CRITICA

LUCI DALL’OLTREVERSO

di Fabio Marino

MOHENJO DARO

UNA REVISIONE  CRITICA

(Cliccare sulle immagini per ingrandire)

Le “Luci dall’Oltreverso” a volte possono purtroppo accecare, specialmente se guardate direttamente e senza protezione. In qualche caso, quindi, è opportuno proteggere in maniera adeguata gli occhi, pena la visione di miraggi impossibili… Mohenjo Daro, insieme ad Harappa e altre importanti città di quella zona, fa parte di quella che è conosciuta come la “civiltà della Valle dell’Indo”. Situata in quella area che si trova oggigiorno nell’odierno Pakistan, tale civiltà fu quasi coeva con quella sumera e le sopravvisse per parecchi secoli. Il nome ha un significato macabro (“Monte dei morti”) che condivide con l’altra località di Lothal. La città è piuttosto estesa (circa 100  ettari), e si stima che abbia avuto nei momenti di massimo fulgore una popolazione superiore ai 70.000 abitanti. Costruita alla fine del IV millennio a.C. (all’incirca fra il 3.300 e il 2.900 a.C.), la sua storia abbraccia circa 1.500 anni poiché il sito fu abbandonato intorno al XVIII secolo a.C. Oggi appare relativamente ben conservato Leggi l’articolo completo

LUCI DALL’OLTREVERSO (Rivista “Tracce d’eternità” nr.15)

Quest’articolo è tratto dalla rivista “Tracce d’eternità”

FONTI: http://simonebarcelli.org/  e   http://tracce.orizzonteassoluto.com/

(Cliccare sull’immagine per ingrandirla)

Quando si inaugura una nuova rubrica, penso sia opportuno spiegare, nelle generali, di che cosa ci si vuole occupare e chi è l’Autore. Innanzi tutto, il titolo. Null’altro che un omaggio alla saga di Riddick (e precisamente al capitolo sui Necromongers); ma un oserei dire “dovuto”, dato che le tematiche affrontate da “Tracce d’Eternità” riecheggiano chiaramente di una dimensione “altra” che non è l’Universo quale noi lo conosciamo. È un Universo, per così dire, acausale e sincronico in senso junghiano; è un Universo unico, ma che pare nascondere in sé tali e tanti misteri, da sfiorare l’inconoscibilità (in senso strettamente etimologico). Sembra quasi, perciò, che esista un “Oltreverso”, da cui fanno capolino, di quando in quando, fenomeni inspiegabili, inspiegati e affascinanti, che solo le menti più grette e più prone al paradigma scientifico imperante (in altre parole gli “scienziati” meno intelligenti…) possono permettersi di ignorare bellamente. E che cos’è il paradigma scientifico? Leggi l’articolo completo

Le statue dell’isola di Pasqua hanno anche un corpo

Le statue dell’isola di Pasqua non hanno ancora svelato tutti i loro segreti

La scoperta non è recente, ma nelle ultime settimane è stata di nuovo rilanciata: le statue dell’isola di Pasqua hanno un corpo. Mentre probabilmente la loro fama deriva sopratutto dalla loro enorme ed enigmatica testa, queste statue hanno ancora in serbo numerosi altri segreti. Più della metà della loro dimensione è risultata interrata, corpo e mani erano infatti celati dal terreno.

Se si attribuisce la scoperta delle parti interrate delle statue alla coppia Routledge, un gruppo privato di ricerca ha recentemente sotterrato una statua che ha mostrato di avere anche numerose scritte sul tronco.

Molti misteri circondano ancora l’Isola di Pasqua e la scoperta di queste scritte nascoste rischiano di riaccendere il dibattito. Leggi l’articolo completo

Raffaello Sanzio, Genio del Rinascimento: la magnifica Urbino dei Montefeltro

Fino alla metà del ‘400, Urbino era una piccola città di pietra e di mattoni, nascosta tra il verde delle colline, in un angolo delle Marche, stretto tra la Romagna, la Toscana e l’Umbria. La Signoria dei Montefeltro l’ha trasformata in una “città in forma di Palazzo”: ogni strada, ogni casa, ogni più piccolo angolo di Urbino partecipa ad una quieta armonia, dove l’eleganza delle proporzioni, il ritmo dell’architettura, il rapporto tra la città e la campagna, fluisce spontaneo e naturale, ma, al tempo stesso, è un esempio stupendo di limpida concezione. Leggi l’articolo completo

Il Periodo Caldo Medievale (PCM)

Il periodo caldo medievale (PCM; in inglese Mediaeval Warm Period, MWP) o ottimo climatico medievale fu un periodo di inusuale clima relativamente caldo, nella regione del nord Atlantico, durato circa 500 anni dal IX al XIV secolo. Il PCM è spesso invocato nelle discussioni attuali sul riscaldamento globale che si sta verificando sulla terra nell’ultimo decennio. Alcuni si riferiscono ad eventi come il PCM per sostenere che le previsioni fatte da più parti sono un’enfatizzazione di fatti già accaduti in passato e poi regrediti. Il dibattito sull’entità di tale riscaldamento, così come del successivo raffreddamento della Piccola era glaciale, rimane tuttavia ancora aperto e non concluso, rientrante nella più ampia controversia nota ai più come controversia dell’Hockey Stick.

File:2000 Year Temperature Comparison.png Leggi l’articolo completo

Minimo di Mauder e di Dalton

Il minimo di Maunder è il nome dato al periodo che va circa dal 1645 al 1715 dopo Cristo caratterizzato da scarsa attività solare ovvero una situazione in cui il numero di macchie solari divenne estremamente basso, come notato dagli astronomi del tempo. È così chiamato dal nome dell’astronomo solare E.W. Maunder, che visse più tardi, il quale scoprì la mancanza di macchie solari in quel periodo studiando le cronache dell’epoca. Per esempio, durante un periodo di 30 anni durante il minimo di Maunder, gli astronomi osservarono solamente circa 50 macchie, invece delle normali 40.000 o 50.000. Leggi l’articolo completo

Glaciazioni o Ere Glaciali

La storia climatica della Terra è stata suddivisa, considerando intervalli di milioni di anni, in Ere Glaciali ed Ere Interglaciali. Con il termine Era Glaciale si indica un lungo periodo di tempo (milioni di anni) in cui i poli della Terra sono ricoperti da calotte di ghiaccio più o meno estese (in cui quindi la temperatura media dei poli si mantiene sotto gli 0 °C). Le Ere Glaciali sono considerate nel loro complesso le stagioni fredde della storia climatica terrestre e sono suddivise in Periodi Glaciali cioè fasi di avanzamento e grande estensione dei ghiacciai (fasi chiamate glaciazioni), e in Periodi Interglaciali cioè fasi di ritiro e limitata estensione dei ghiacciai (periodi con durata media di alcune decine o centinaia di migliaia di anni). Le Ere Interglaciali sono periodi lunghi (milioni di anni) in cui non esistono ghiacci ai poli, e separano due Ere Glaciali successive. In base a questa suddivisione del clima terrestre attualmente è in corso l’ultima Era Glaciale iniziata circa 3 milioni di anni fa e ci troviamo in un Periodo interglaciale, ossia in un periodo di generale arretramento dei ghiacci iniziato circa 10 000 anni fa. Sono esistite almeno cinque Ere Glaciali nella storia della Terra ma solo quattro sono le principali. L’Era Glaciale più antica si crede abbia avuto luogo tra 2,7 e 2,3 miliardi di anni fa all’inizio dell’eone Proterzoico. Leggi l’articolo completo

Hitler e le società segrete

di Julius Evola

É singolare che in Francia diversi autori si sono dati alla ricerca delle relazioni del nazionalsocialismo tedesco con società segrete e organizzazioni iniziatiche, che di esso sarebbero state le ispiratrici, tanto da supporre dei “retroscena occulti” del movimento hitleriano. É nel noto libro, ricco di divagazioni, di Pauwels e Bergier Il mattino dei meghi che, per primo, si é affacciata tale tesi. In esso il nazionalsocialismo veniva definito nei termini di una uniobe del “pensiero magico” con scienza tecnica, giungendo a dare per esso la formula “divisioni corazzate + René Guénon”, formula che deve aver fatto sobbalzare per indignazione nella tomba le ossa di questo eminente esponente del pensiero tradizionale e delle discipline esoteriche. Leggi l’articolo completo