Archivio delle Categorie: MISTERI (esoterismo, paranormale ecc.)
John Edward Mack e le Abduction

John Edward Mack (New York, 10 aprile 1929 – Londra, 27 settembre 2004). Mack era uno psichiatra statunitense, scrittore, e professore della Harvard Medical School. Ha ricevuto il Premio Pulitzer per le biografie, e progressivamente è diventato una delle maggiori autorità sugli effetti spirituali e/o comportamentali su alcuni pazienti che sostengono di aver subito esperienze di rapimento alieno.
Inizi della carriera:
Nato a New York City, John Mack si laurea in medicina nella Harvard Medical School (Cum Laude, 1955) dopo aver eseguito studi superiori nell’Oberlin College (Phi Beta Kappa, 1951). Si specializzò nella Boston Psychoanalytic Society and Institute e ricevette un certificato che gli consentiva di praticare la psicoanalisi su adulti e minorenni.
Il tema conduttore della sua vita di lavoro è stata l’esplorazione di come le personali percezioni del mondo possono alterare le proprie relazioni. Mack affronta la questione della “visione del mondo” a livello individuale nelle sue prime esplorazioni cliniche dei sogni, degli incubi e del suicidio nell’adolescenza, e nel libro A Prince of Our Disorder, esegue uno studio biografico della vita dell’ufficiale britannico Thomas Edward Lawrence, lavoro per il quale nel 1977 riceve il Pulitzer Prize for Biography. Leggi l’articolo completo
Sulle Ande le rovine di una cittadella sconosciuta
Corrispondenza di Yuri Leveratto
Grande scoperta nelle Ande peruviane: 100 anni dopo l’annuncio dell’esistenza di Machu Picchu, un team di ricercatori indipendenti è giunto presso le rovine di una cittadella sconosciuta, nascosta nell’intricata “selva alta”, della regione di Cusco

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Il team di esploratori, guidati dallo statunitense Gregory Deyermenjan, al quale ha partecipato l’italiano Yuri Leveratto, ha potuto ubicare una cittadella nascosta dopo molti giorni di difficili ricerche, attraverso una delle foreste più intricate e pericolose del Sud America. Per leggere l’articolo dettagliato della spedizione clicca qui:Spedizione nella cordigliera di Paucartambo: l’enigma delle rovine di Miraflores.
A 100 anni dalla riscoperta di Machu Picchu da parte dello statunitense Hiram Bingham, in Perú sono ancora nascosti molti siti archeologici di grandissima importanza. Ancora viva è la leggenda del Paititi, l’El Dorado incaico, una cittadella nascosta nella selva adiacente al mitico “altopiano di Pantiacolla”, dove si sarebbero nascosti gli Incas fuggitivi durante la conquista del Cusco da parte degli spagnoli. Leggi l’articolo completo
Premonizioni Inconsce gli studi di Cox e Jung
Un tema molto interessante, caduto nel “dimenticatoio” per anni, è sicuramente quello delle Premonizioni Inconsce.
Una premonizione è una percezione mentale senza la mediazione dei sensi, in un normale stato di coscienza, come sensazioni indefinite o come residuo di un sogno rimosso (la sensazione che il telefono stia per squillare, che un amico stia per avere un incidente e simili).
Nel caso delle premonizioni inconsce, l’individuo non si rende conto che un eventuale sua “scelta” ad una situazione è condizionata dal suo inconscio. Cosa ci fa prendere una decisione? Siamo realmente noi a decidere come dobbiamo reagire ad una situazione?
Per cercare di dare risposte vi propongo gli studi di W. E. Cox, psicologo e parapsicologo statunitense, che negli anni ’50 condusse diversi esperimenti e provò a rispondere ad alcune situazioni particolari. Secondo il suo studio sui treni che starebbero per avere un incidente vi sarebbero meno viaggiatori del solito. Poiché gli incidenti ferroviari non sono prevedibili, Cox concluse che molte persone, consciamente o inconsciamente, evitano di prendere il treno il giorno dell’incidente. Leggi l’articolo completo
83, un numero magico per Teotihuacan

La notizia è stata ripresa con dovizia di particolari da numerosi organi d’informazione (non in Italia, nessuno pare se ne sia accorto) tra il 26 e 27 ottobre 2011. L’archeologo giapponese Saburo Sugiyama, dell’Università Statale di Aichi, durante una tavola rotonda di cinque giorni (dal 23 al 28 ottobre 2011) organizzata dall’INAH, l’Istituto Nazionale di Antropologia e Storia di Città del Messico, ha spiegato che i costruttori di Teotihuacan, “la città dove nascono gli dèi”, utilizzarono come modello numerico quello degli 83 centimetri, rinvenuto in maniera evidente nella piramide del Sole, in quella della Luna e nel tempio di Quetzalcoatl.Si tratta in sostanza di una base numerica, l’83 appunto, moltiplicata per 4 o multipli di 4, che si ritrova costantemente nelle misurazioni degli edifici di Teotihuacan. Tra gli esempi quello della distanza che intercorre tra le teste scolpite del Serpente Piumato, rappresentate sulla facciata dell’edificio a lui consacrato (3,32 metri, quattro volte l’unità 83) e la lunghezza della scala (13,2 metri, sedici volte l’unità). Leggi l’articolo completo
N.D.E. Brian Glenn

Questi eventi, che riguardano un bambino di 3 anni, avvennero nel 1994, e sono stati raccontati da Lloyd Glenn, papà di Brian.
…Il 22 luglio di quell’anno mi stavo recando per affari nella città di Washington.
Tutto procedeva come al solito, finché non atterrai a Denver per prendere un altro aereo. Mentre prendevo i miei bagagli dal ripostiglio in alto, si sentì un annuncio in cui si chiedeva a Lloyd Glenn di contattare immediatamente il rappresentante del Servizio Clienti. Io non vi prestai attenzione finché non raggiunsi la porta di uscita dall’aereo e non udii un signore che chiedeva a tutti i passeggeri maschi se erano il signor Glenn.
In quel momento mi resi conto che qualcosa non stava andando bene ed il mio cuore ebbe un balzo. Quando fui sceso dall’aereo, un giovanotto con l’espressione seria mi vene incontro e disse: “Signor Glenn, c’è stata un’emergenza a casa sua: non so dirle di cosa si tratti o chi vi sia coinvolto, ma la posso accompagnare ad un telefono dal quale potrà chiamare l’ospedale”: Adesso avevo il cuore in tumulto, ma la volontà di restare calmo prevalse. Leggi l’articolo completo
Anche Newton fissò la fine del mondo ma nel 2060

Non solo i Maya; a far profezie sulla fine del mondo nel terzo millennio e’ stato anche Isaac Newton che ha fissato la deadline planetaria nel 2060.
Il grande scienziato che intui’ la teoria gravitazionale osservando una mela cadere, e fece importanti studi di matematica e astronomia, in privato sembra coltivasse passione per la teologia, la mistica e l’alchimia, portando a termine numerose ricerche a tema. Leggi l’articolo completo
LUCI DALL’OLTREVERSO (Rivista “Tracce d’eternità” nr.17) Gli Egizi e la cerimonia della “apertura della bocca”: rito o reminiscenza?
Gli Egizi e la cerimonia della “apertura della bocca”:
rito o reminiscenza?
di Fabio Marino
Tutti sanno che il popolo egizio elaborò un sistema cultuale e mitologico fondato sulla credenza della sopravvivenza dell’anima alla morte del corpo fisico; anima e corpo, comunque, erano strettamente legate, al punto che l’una non sarebbe sopravvissuta al disfacimento dell’altro. La religione e la cultura egizie in tal senso possono essere riguardate come letteralmente ossessionate dalla necessità di assicurare la conservazione del corpo, specialmente di quello dei faraoni e degli alti dignitari, per consentirne la sopravvivenza e la ascensione al cielo. Nei cosiddetti “Testi delle piramidi”, risalenti nella loro redazione definitiva al 2200 avanti Cristo circa, ma sicuramente molto più antichi per quanto riguarda la redazione originaria, probabilmente trasmessa fino ad allora per via orale, e nel cosiddetto “Libro dei morti”, la cui redazione più completa si ritrova verosimilmente all’interno della tomba di Seti I, ci viene presentato l’intero percorso del defunto dal momento della morte al passaggio nell’aldilà. Fra le tante cerimonie, rituali e prove a cui viene sottoposto il defunto, ce ne sono alcuni molto conosciuti: si pensi, ad esempio, alla cosiddetta “pesatura del cuore”, durante la quale il cuore del defunto veniva messa a confronto come peso con una piuma. Se esso risultava più leggero della piuma, il morto veniva accolto nell’aldilà; in caso contrario, veniva divorato da una delle tante divinità ” negative ” presenti nel Pantheon egizio. Fra le tante cerimonie, una è rimasta finora piuttosto misteriosa e poco conosciuta per quanto riguarda il significato ultimo e la stessa esecuzione. Mi riferisco, per l’appunto, alla “apertura della bocca”, un rito di origine estremamente remota, sicuramente predinastico, che veniva effettuato anche sui simulacri e sulle statue di maggiore importanza teologica. La spiegazione classica della nascita di questa cerimonia è quella secondo cui era necessario infondere alle statue degli dei oppure dei defunti i cinque sensi, in maniera tale che le immagini (per quanto riguarda i simulacri) e i cadaveri (per quanto riguarda i defunti) potessero effettivamente animarsi, in modo da poter fruire fisicamente delle offerte donate. Secondo questa corrente di pensiero, dunque, la nascita di questo rito sarebbe da scriversi all’ambito dei templi e dei culti prima ancora che a quello funerario. Si sa che la cerimonia avveniva in una “casa dell’oro”: consisteva nell’aprire ritualmente la bocca ad una statua o alla mummia stessa del defunto, seguendo una serie ben precisa ed accuratamente trasmessa di gesti e preghiere. La mummia, dopo essere stata purificata, veniva posta su una piccola collina di sabbia (che voleva simboleggiare l’isola primordiale da cui ebbe origine l’intera creazione, a partire dal dio primigenio Atum); successivamente, e solo dopo la purificazione del cadavere, il sacerdote, vestito con la pelle di un leopardo, procedeva all’apertura della bocca vera e propria con le dita ed altri strumenti appositi: in sostanza, l’officiante toccava gentilmente, secondo le interpretazioni ortodosse, con una specie di ascia da falegnami in miniatura i punti corrispondenti ai cinque sensi (occhi, naso, labbra, orecchie), nonché mani e piedi. La frase rituale decisiva era: “La mia bocca è aperta! La mia bocca è spaccata da Shu (il dio dell’aria) con quella lancia di metallo che usava per aprire la bocca degli dei. Io sono il Potente. Siederò accanto a colei che sta nel grande respiro del cielo” (Libro dei morti, formula 23). Accompagnata dunque dalle formule pronunciate dal sacerdote lettore, venivano riportati in vita anche tutti gli altri organi della sfera sensoriale della persona. Quella che probabilmente è la descrizione più completa del rituale ci giunge dalle decorazioni, come detto, della tomba di Seti I (KV17 nella Valle dei Re). Nei suoi corridoi, infatti, sono presenti ben 75 riquadri che illustrano la cerimonia. Un’altra descrizione giunge dalla famosa tomba di Tutankhamen Leggi l’articolo completo
LUCI DALL’OLTREVERSO (Rivista “Tracce d’eternità” nr.16) MOHENJO DARO UNA REVISIONE CRITICA
LUCI DALL’OLTREVERSO
di Fabio Marino
MOHENJO DARO
UNA REVISIONE CRITICA
(Cliccare sulle immagini per ingrandire)
Le “Luci dall’Oltreverso” a volte possono purtroppo accecare, specialmente se guardate direttamente e senza protezione. In qualche caso, quindi, è opportuno proteggere in maniera adeguata gli occhi, pena la visione di miraggi impossibili… Mohenjo Daro, insieme ad Harappa e altre importanti città di quella zona, fa parte di quella che è conosciuta come la “civiltà della Valle dell’Indo”. Situata in quella area che si trova oggigiorno nell’odierno Pakistan, tale civiltà fu quasi coeva con quella sumera e le sopravvisse per parecchi secoli. Il nome ha un significato macabro (“Monte dei morti”) che condivide con l’altra località di Lothal. La città è piuttosto estesa (circa 100 ettari), e si stima che abbia avuto nei momenti di massimo fulgore una popolazione superiore ai 70.000 abitanti. Costruita alla fine del IV millennio a.C. (all’incirca fra il 3.300 e il 2.900 a.C.), la sua storia abbraccia circa 1.500 anni poiché il sito fu abbandonato intorno al XVIII secolo a.C. Oggi appare relativamente ben conservato Leggi l’articolo completo
LUCI DALL’OLTREVERSO (Rivista “Tracce d’eternità” nr.15)
Quest’articolo è tratto dalla rivista “Tracce d’eternità”
FONTI: http://simonebarcelli.org/ e http://tracce.orizzonteassoluto.com/
(Cliccare sull’immagine per ingrandirla)
Quando si inaugura una nuova rubrica, penso sia opportuno spiegare, nelle generali, di che cosa ci si vuole occupare e chi è l’Autore. Innanzi tutto, il titolo. Null’altro che un omaggio alla saga di Riddick (e precisamente al capitolo sui Necromongers); ma un oserei dire “dovuto”, dato che le tematiche affrontate da “Tracce d’Eternità” riecheggiano chiaramente di una dimensione “altra” che non è l’Universo quale noi lo conosciamo. È un Universo, per così dire, acausale e sincronico in senso junghiano; è un Universo unico, ma che pare nascondere in sé tali e tanti misteri, da sfiorare l’inconoscibilità (in senso strettamente etimologico). Sembra quasi, perciò, che esista un “Oltreverso”, da cui fanno capolino, di quando in quando, fenomeni inspiegabili, inspiegati e affascinanti, che solo le menti più grette e più prone al paradigma scientifico imperante (in altre parole gli “scienziati” meno intelligenti…) possono permettersi di ignorare bellamente. E che cos’è il paradigma scientifico? Leggi l’articolo completo
Le statue dell’isola di Pasqua hanno anche un corpo
Le statue dell’isola di Pasqua non hanno ancora svelato tutti i loro segreti
La scoperta non è recente, ma nelle ultime settimane è stata di nuovo rilanciata: le statue dell’isola di Pasqua hanno un corpo. Mentre probabilmente la loro fama deriva sopratutto dalla loro enorme ed enigmatica testa, queste statue hanno ancora in serbo numerosi altri segreti. Più della metà della loro dimensione è risultata interrata, corpo e mani erano infatti celati dal terreno.
Se si attribuisce la scoperta delle parti interrate delle statue alla coppia Routledge, un gruppo privato di ricerca ha recentemente sotterrato una statua che ha mostrato di avere anche numerose scritte sul tronco.
Molti misteri circondano ancora l’Isola di Pasqua e la scoperta di queste scritte nascoste rischiano di riaccendere il dibattito. Leggi l’articolo completo
DESTINI CLONATI
QUESTO INQUIETANTE ARTICOLO DI GIUSEPPE COSCO E’ STATO PUBBLICATO DALLA RIVISTA “OLTRE LA CONOSCENZA“, N. 21, (FEBBRAIO 1998)..
UNO STUDIO METTE IN LUCE UNA REALTA’ SCONOSCIUTA: LE VITE PARALLELE
Sono state rilevate analogie incredibili tra vicende umane totalmente estranee tra loro. Dalla storia delle due donne di nome Edna, come da quella dei due presidenti Lincoln e Kennedy, si ricava la certezza che vi sono coincidenze troppo precise per essere casuali. Forse ciascuno di noi ha un “sosia”, un altro che vive la nostra stessa vita come la fotocopia di un disegno già tracciato nel grande libro del destino. Leggi l’articolo completo
I Vampiri
La notizia è di quelle che fanno discutere: nel cimitero del Lazzaretto nuovo di Venezia, durante uno scavo archeologico per indagare sulle epidemie di peste che colpirono Venezia tra il 500 e il 600, è stato trovato lo scheletro di una vampira. O almeno di quella che all’epoca era ritenuta una vampira.
Matteo Borrini, l’archeologo dell’università di Firenze che ha fatto la scoperta ovviamente non crede ai vampiri e, a ben guardare, non aveva canini particolarmente lunghi. Allora perché dice che è una vampira? A causa del modo con il quale è stata eliminata. Dalla foto si vede, infatti, che ha un mattone in bocca che le ha spaccato denti e mascella. Uno scempio, secondo le analisi fatte da Borrrini utilizzando le metodologie rese famose da telefilm come CSI, Borrini è anche antropologo forense, praticato dopo la morte della donna. Un atto che serviva a uccidere un particolare tipo di vampiro: il nachzehrer ovvero il masticatore di sudari. Secondo le credenze popolari questi vampiri non si nutrivano di sangue ma “vivevano” nelle loro tombe masticando i loro sudari e sviluppandosi un poco alla volta fino a poter uscire dalla tomba come veri vampiri. Leggi l’articolo completo
L’autocombustione umana
Tratto da: http://www.chupacabramania.com/archivio/61/Lautocombustione-umana.htm

Può un essere umano incendiarsi dall’interno e ridursi in cenere nel giro di pochi istanti lasciando intatti solo gli arti inferiori senza avvertire dolore?
Non esiste spiegazione scientifica o logica per alcuni casi detti di autocombustione umana, in inglese: SHC(Spontaneous Human Combustion) in cui persone prendono fuoco improvvisamente e dei loro corpi rimane solo un mucchio di cenere fumante e generalmente solo gli arti inferiori misteriosamente non bruciano, anche le ossa finiscono in cenere, le vittime non avvertirebbero dolore durante l’ “autocombustione”. Nei luoghi in cui avvengono queste “autocombustioni” non vi sono danni ingenti ai locali solo le vittime e la zona che li circonda è danneggiata dall’incendio. Leggi l’articolo completo
OAK ISLAND IL POZZO DEL TESORO

La scoperta
Un giorno d’estate del 1795 Daniel McGinnis, allora adolescente, stava girovagando su Oak Island, in Nuova Scozia quando incontrò una curiosa depressione circolare sul terreno. Sopra questa depressione c’era un albero i cui rami erano stati tagliati in modo tale che sembrava fossero stati usati come carrucola.
Avendo sentito storie di pirati nella zona, decise di ritornare a casa per cercare degli amici e ritornare più tardi per fare indagini sulla buca. Per parecchi giorni McGinnis, con gli amici John Smith e Anthony Vaughan, lavorò sulla buca. Ciò che trovarono li sorprese. Due piedi sotto la superficie essi incontrarono uno strato di pietre da lastrico che coprivano la buca. 10 piedi (~3 metri) più in basso si imbatterono in uno strato di tronchi di quercia distesi lungo la buca. Ancora a 20 piedi e a 30 piedi essi trovarono la stessa cosa, uno strato di tronchi. Non essendo in grado di continuare da soli da questo punto, tornarono a casa, ma con il progetto di tornare a cercare ancora. Ci vollero 8 anni ai 3 scopritori, ma essi ritornarono. Insieme alla Onslow Company (posseduta da Simeon Lynds, un ricco uomo d’affari del continente), creata a scopo della ricerca, essi riniziarono a scavare. Tornarono velocemente alla profondità di 30 piedi (~9 metri) che avevano raggiunto 8 anni prima.
Continuarono a scavare fino a 90 piedi (~27 metri), trovando uno strato di tronchi di quercia a intervalli di 10 piedi. Oltre alle assi, a 40 piedi fu trovato uno strato di carbone, a 50 piedi uno strato di stucco, e a 60 (~18 metri) piedi uno strato di fibre di cocco.
A 90 piedi fu trovato uno dei più sconcertanti indizi - una pietra iscritta con una grafìa misteriosa. La traduzione del professore di Halifax fu:”Forty Feet below two million pounds are buried” (quaranta piedi più giù sono sepolti due milioni di sterline). Questa traduzione ha molto significato. Risulta essere un semplice codice di sostituzione dove ogni simbolo corrisponde ad un’unica lettera dell’alfabeto. Leggi l’articolo completo


