Gli UFO tra i nativi americani?

Secondo molti ufologi anglosassoni, e alcune correnti europee, le correlazioni tra ipotetiche civiltà aliene e i nativi americani sono troppe per essere liquidate come favole o racconti distorti.

Secondo molti ufologi anglosassoni, e alcune correnti europee, le correlazioni tra ipotetiche civiltà aliene e i nativi americani sono troppe per essere liquidate come favole o racconti distorti. I nativi americani non avevano video, o foto da mostrare. Poterono divulgare ciò che videro, alle generazioni successive, tramandando i racconti, le incisioni e la loro cultura mistica.
E’ la fine del dicembre del 1890, esattamente 120 anni or sono un ragazzo, un nativo americano, ferito, si guarda intorno sbigottito. Intorno a se solo cadaveri. Sono quelli degli uomini e le donne della sua tribù. E’ uno dei sopravvissuti al massacro di Wounded Knee. Il ragazzo alza gli occhi al cielo, li socchiude, allarga le braccia e con la voce sibilante sussurra: “Dove sono i miei spiriti?” Dove sono e chi erano gli spiriti dei nativi americani? Wounded Knee rappresenta un episodio simbolo dello sterminio, di fatto, degli indiani d’America da parte dei governi americani del diciannovesimo secolo. Con episodi simili a Wounded Knee fu spazzata via la “Nazione Indiana”, interi popoli. Con essi tradizioni, miti e leggende millenarie andarono spegnendosi nelle riserve. Leggi l’articolo completo

83, un numero magico per Teotihuacan

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La notizia è stata ripresa con dovizia di particolari da numerosi organi d’informazione (non in Italia, nessuno pare se ne sia accorto) tra il 26 e 27 ottobre 2011. L’archeologo giapponese Saburo Sugiyama, dell’Università Statale di Aichi, durante una tavola rotonda di cinque giorni (dal 23 al 28 ottobre 2011) organizzata dall’INAH, l’Istituto Nazionale di Antropologia e Storia di Città del Messico, ha spiegato che i costruttori di Teotihuacan, “la città dove nascono gli dèi”, utilizzarono come modello numerico quello degli 83 centimetri, rinvenuto in maniera evidente nella piramide del Sole, in quella della Luna e nel tempio di Quetzalcoatl.Si tratta in sostanza di una base numerica, l’83 appunto, moltiplicata per 4 o multipli di 4, che si ritrova costantemente nelle misurazioni degli edifici di Teotihuacan. Tra gli esempi quello della distanza che intercorre tra le teste scolpite del Serpente Piumato, rappresentate sulla facciata dell’edificio a lui consacrato (3,32 metri, quattro volte l’unità 83) e la lunghezza della scala (13,2 metri, sedici volte l’unità). Leggi l’articolo completo

La Specola Vaticana : al Vaticano piacciono ufo ed extraterrestri

Con gli occhi rivolti al cielo, la Chiesa c’è sempre stata. Si parla di Dio, e si guarda al mistero del cielo. Ma non è solo metafisica. Perché la Chiesa ha anche un osservatorio spaziale, la Specola Vaticana, che ha più di cent’anni di vita, fondata da Leone XIII nel 1891. Ma già nel Cinquecento, nella Torre dei Venti affrescata dal Pomarancio, a pochi passi dalla Cappella Sistina, papa Gregorio XIII fece fare gli ultimi calcoli celesti per la riforma del calendario che porta il suo nome, oggi in vigore in tutti i paesi del mondo. La bolla di fondazione della Specola Vaticana racconta molto anche di ciò che succede oggi. “I figli delle tenebre – scrisse Leone XIII – sono soliti calunniare la Chiesa e chiamarla amica dell’oscurantismo, nemica della scienza e del progresso”. Ma tra Chiesa e scienza – ammoniva lo stesso Papa – ci può essere “amplesso fecondo”. Tanto che fu il gesuita Johan Georg Hagen, direttore della Specola nel primo Novecento, a costruire nella torre di San Giovanni un bilanciere ancora più preciso del pendolo di Foucault, che forniva la prova provata della rotazione terrestre. La condanna di Galileo era anni luce lontana. Leggi l’articolo completo

GJ1214b: il Pianeta Liquido

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Gli astronomi hanno confermato l’esistenza di una nuova classe di pianeti: mondi composti d’acqua, con una spessa atmosfera di vapore. Il pianeta GJ1214b è una così detta “superTerra”, ovvero un pianeta più grande del nostro ma meno grande di un gigante gassoso come Giove. Le osservazioni con il telescopio spaziale Hubble sembrano confermare che la maggior parte della massa del pianeta è composta d’acqua. Le alte temperature suggeriscono la presenza di materiali esotici. “GJ1214b non è come gli altri …

N.D.E. Brian Glenn

Questi eventi, che riguardano un bambino di 3 anni, avvennero nel 1994, e sono stati raccontati da Lloyd Glenn, papà di Brian.

…Il 22 luglio di quell’anno mi stavo recando per affari nella città di Washington.

Tutto procedeva come al solito, finché non atterrai a Denver per prendere un altro aereo. Mentre prendevo i miei bagagli dal ripostiglio in alto, si sentì un annuncio in cui si chiedeva a Lloyd Glenn di contattare immediatamente il rappresentante del Servizio Clienti. Io non vi prestai attenzione finché non raggiunsi la porta di uscita dall’aereo e non udii un signore che chiedeva a tutti i passeggeri maschi se erano il signor Glenn.

In quel momento mi resi conto che qualcosa non stava andando bene ed il mio cuore ebbe un balzo. Quando fui sceso dall’aereo, un giovanotto con l’espressione seria mi vene incontro e disse: “Signor Glenn, c’è stata un’emergenza a casa sua: non so dirle di cosa si tratti o chi vi sia coinvolto, ma la posso accompagnare ad un telefono dal quale potrà chiamare l’ospedale”: Adesso avevo il cuore in tumulto, ma la volontà di restare calmo prevalse. Leggi l’articolo completo

Baba Vanga

Vangelia Pandeva Dimitrova, nota anche come Baba Vanga, noto anche come Vangelia Gushterova – il suo nome da sposata, è una dei profeti meno noti nella cultura occidentale. Nati prematuramente il 3 ottobre 1911 e morta l’11 Agosto 1996, è cresciuta ed è diventata una dei più grandi profeti dei Paesi Europei. E ‘nata in Bulgaria – l’Impero Ottomano, Jugoslavia, Macedonia o quello che era ed è, se si desidera essere precisi – e ha trascorso la maggior parte della sua vita in un piccolo villaggio nelle montagne Kozhuh.

Secondo la storia, all’età di 12 anni, la giovane Vangelia fu presa dal vento in una forte tempesta, che la sollevò e poi scagliò a terra violentemente. I familiari la trovarono con tanta sabbia e sporco negli occhi, e proprio a causa di questo Vanga divenne completamente cieca. Il suo dono della preveggenza presto cominciò a mostrarsi in seguito a questa vicenda. Il suo nome, Vangelia, tradotto in realtà dal greco significa “Araldo del buon messaggio”. L’avrebbero poi successivamente iniziata a chiamare “Baba Vanga”. Baba significa nonna o vecchia, ma in questo caso penso che potrebbe essere simile a Baba Yaga – una donna orientale, una strega- che a volte viene raffigurata come un saggio dispensatore di consigli per coloro che lo cercano (oracolo). Leggi l’articolo completo

Derrel Sims e gli impianti

Tu sei il ricercatore più famoso che sia collegato alla ricerca sui cosiddetti “Impianti”. A che indizi fai attenzione quando decidi di cercare un impianto dentro una persona, quanti impianti hai trovato nella tua ricerca sui soggetti IR4, e qual è lo “stato dell’arte” circa la questione degli impianti – secondo te – all’interno della ricerca ufologica di tutto il mondo?

Verso la fine degli anni ’80 ho cominciato a studiare i cosiddetti impianti che venivano dai clienti che avevo aiutato a causa di eventi traumatici. Gli interventi chirurgici effettuati a quel tempo non furono rivelati al pubblico. I soggetti erano ansiosi all’idea di vedere quegli oggetti fuori dai loro corpi. Alcuni di loro, terrorizzati, se li erano tirati via da soli e me li avevano mandati per analizzarli. Cominciai allora a formare un gruppo variegato di scienziati e di medici provenienti da molte parti del mondo perché mi aiutassero in questo lavoro. Immaginando la probabile reazione della comunità medica se le scoperte fossero state esposte prima del tempo adatto, compilai i dati e rimasi in silenzio, mentre le prove fisiche aumentavano e si scavava nei vari generi di ricordi degli IR4 delle persone. Leggi l’articolo completo

Anche Newton fissò la fine del mondo ma nel 2060

Non solo i Maya; a far profezie sulla fine del mondo nel terzo millennio e’ stato anche Isaac Newton che ha fissato la deadline planetaria nel 2060.

Il grande scienziato che intui’ la teoria gravitazionale osservando una mela cadere, e fece importanti studi di matematica e astronomia, in privato sembra coltivasse passione per la teologia, la mistica e l’alchimia, portando a termine numerose ricerche a tema. Leggi l’articolo completo

Scoperte nuove fasi “atomtroniche”

Atomi altamente magnetizzati ultrafreddi e soggetti a un campo magnetico esterno e mantenuti in schiere ordinate mediante fasci laser possono formare schemi che riproducono alcune caratteristiche e proprietà degli elettroni che si muovono nei solidi. Nuove “fasi” di questi insiemi di atomi sono state ora osservate da un gruppo internazionale di ricerca (red)

Scoperte nuove fasi “atomtroniche”

Un campo magnetico regolabile utilizzato come un joystick ha consentito di creare diverse nuove fasi di “materia atomtronica”, molte delle quali mai osservate finora, che vengono descritte in un articolo apparso sulla rivista “Physical Review Letter” a firma di Charles Clark, condirettore del Joint Quantum Institute e di colleghi della George Mason University, dell’Università di Amburgo, in Germania, e dell’Università della California a Riverside.  Leggi l’articolo completo

LUCI DALL’OLTREVERSO (Rivista “Tracce d’eternità” nr.17) Gli Egizi e la cerimonia della “apertura della bocca”: rito o reminiscenza?

Gli Egizi e la cerimonia della “apertura della bocca”:

rito o reminiscenza?

di Fabio Marino

Tutti sanno che il popolo egizio elaborò un sistema cultuale e mitologico fondato sulla credenza della sopravvivenza dell’anima alla morte del corpo fisico; anima e corpo, comunque, erano strettamente legate, al punto che l’una non sarebbe sopravvissuta al disfacimento dell’altro. La religione e la cultura egizie in tal senso possono essere riguardate come letteralmente ossessionate dalla necessità di assicurare la conservazione del corpo, specialmente di quello dei faraoni e degli alti dignitari, per consentirne la sopravvivenza e la ascensione al cielo. Nei cosiddetti “Testi delle piramidi”, risalenti nella loro redazione definitiva al 2200 avanti Cristo circa, ma sicuramente molto più antichi per quanto riguarda la redazione originaria, probabilmente trasmessa fino ad allora per via orale, e nel cosiddetto “Libro dei morti”, la cui redazione più completa si ritrova verosimilmente all’interno della tomba di Seti I, ci viene presentato l’intero percorso del defunto dal momento della morte al passaggio nell’aldilà. Fra le tante cerimonie, rituali e prove a cui viene sottoposto il defunto, ce ne sono alcuni molto conosciuti: si pensi, ad esempio, alla cosiddetta “pesatura del cuore”, durante la quale il cuore del defunto veniva messa a confronto come peso con una piuma. Se esso risultava più leggero della piuma, il morto veniva accolto nell’aldilà; in caso contrario, veniva divorato da una delle tante divinità ” negative ” presenti nel Pantheon egizio. Fra le tante cerimonie, una è rimasta finora piuttosto misteriosa e poco conosciuta per quanto riguarda il significato ultimo e la stessa esecuzione. Mi riferisco, per l’appunto, alla “apertura della bocca”, un rito di origine estremamente remota, sicuramente predinastico, che veniva effettuato anche sui simulacri e sulle statue di maggiore importanza teologica. La spiegazione classica della nascita di questa cerimonia è quella secondo cui era necessario infondere alle statue degli dei oppure dei defunti i cinque sensi, in maniera tale che le immagini (per quanto riguarda i simulacri) e i cadaveri (per quanto riguarda i defunti) potessero effettivamente animarsi, in modo da poter fruire fisicamente delle offerte donate. Secondo questa corrente di pensiero, dunque, la nascita di questo rito sarebbe da scriversi all’ambito dei templi e dei culti prima ancora che a quello funerario. Si sa che la cerimonia avveniva in una “casa dell’oro”: consisteva nell’aprire ritualmente la bocca ad una statua o alla mummia stessa del defunto, seguendo una serie ben precisa ed accuratamente trasmessa di gesti e preghiere. La mummia, dopo essere stata purificata, veniva posta su una piccola collina di sabbia (che voleva simboleggiare l’isola primordiale da cui ebbe origine l’intera creazione, a partire dal dio primigenio Atum); successivamente, e solo dopo la purificazione del cadavere, il sacerdote, vestito con la pelle di un leopardo, procedeva all’apertura della bocca vera e propria con le dita ed altri strumenti appositi: in sostanza, l’officiante toccava gentilmente, secondo le interpretazioni ortodosse, con una specie di ascia da falegnami in miniatura i punti corrispondenti ai cinque sensi (occhi, naso, labbra, orecchie), nonché mani e piedi. La frase rituale decisiva era: “La mia bocca è aperta! La mia bocca è spaccata da Shu (il dio dell’aria) con quella lancia di metallo che usava per aprire la bocca degli dei. Io sono il Potente. Siederò accanto a colei che sta nel grande respiro del cielo” (Libro dei morti, formula 23). Accompagnata dunque dalle formule pronunciate dal sacerdote lettore, venivano riportati in vita anche tutti gli altri organi della sfera sensoriale della persona. Quella che probabilmente è la descrizione più completa del rituale ci giunge dalle decorazioni, come detto, della tomba di Seti I (KV17 nella Valle dei Re). Nei suoi corridoi, infatti, sono presenti ben 75 riquadri che illustrano la cerimonia. Un’altra descrizione giunge dalla famosa tomba di Tutankhamen Leggi l’articolo completo

LUCI DALL’OLTREVERSO (Rivista “Tracce d’eternità” nr.16) MOHENJO DARO UNA REVISIONE CRITICA

LUCI DALL’OLTREVERSO

di Fabio Marino

MOHENJO DARO

UNA REVISIONE  CRITICA

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Le “Luci dall’Oltreverso” a volte possono purtroppo accecare, specialmente se guardate direttamente e senza protezione. In qualche caso, quindi, è opportuno proteggere in maniera adeguata gli occhi, pena la visione di miraggi impossibili… Mohenjo Daro, insieme ad Harappa e altre importanti città di quella zona, fa parte di quella che è conosciuta come la “civiltà della Valle dell’Indo”. Situata in quella area che si trova oggigiorno nell’odierno Pakistan, tale civiltà fu quasi coeva con quella sumera e le sopravvisse per parecchi secoli. Il nome ha un significato macabro (“Monte dei morti”) che condivide con l’altra località di Lothal. La città è piuttosto estesa (circa 100  ettari), e si stima che abbia avuto nei momenti di massimo fulgore una popolazione superiore ai 70.000 abitanti. Costruita alla fine del IV millennio a.C. (all’incirca fra il 3.300 e il 2.900 a.C.), la sua storia abbraccia circa 1.500 anni poiché il sito fu abbandonato intorno al XVIII secolo a.C. Oggi appare relativamente ben conservato Leggi l’articolo completo

LUCI DALL’OLTREVERSO (Rivista “Tracce d’eternità” nr.15)

Quest’articolo è tratto dalla rivista “Tracce d’eternità”

FONTI: http://simonebarcelli.org/  e   http://tracce.orizzonteassoluto.com/

(Cliccare sull’immagine per ingrandirla)

Quando si inaugura una nuova rubrica, penso sia opportuno spiegare, nelle generali, di che cosa ci si vuole occupare e chi è l’Autore. Innanzi tutto, il titolo. Null’altro che un omaggio alla saga di Riddick (e precisamente al capitolo sui Necromongers); ma un oserei dire “dovuto”, dato che le tematiche affrontate da “Tracce d’Eternità” riecheggiano chiaramente di una dimensione “altra” che non è l’Universo quale noi lo conosciamo. È un Universo, per così dire, acausale e sincronico in senso junghiano; è un Universo unico, ma che pare nascondere in sé tali e tanti misteri, da sfiorare l’inconoscibilità (in senso strettamente etimologico). Sembra quasi, perciò, che esista un “Oltreverso”, da cui fanno capolino, di quando in quando, fenomeni inspiegabili, inspiegati e affascinanti, che solo le menti più grette e più prone al paradigma scientifico imperante (in altre parole gli “scienziati” meno intelligenti…) possono permettersi di ignorare bellamente. E che cos’è il paradigma scientifico? Leggi l’articolo completo

Le statue dell’isola di Pasqua hanno anche un corpo

Le statue dell’isola di Pasqua non hanno ancora svelato tutti i loro segreti

La scoperta non è recente, ma nelle ultime settimane è stata di nuovo rilanciata: le statue dell’isola di Pasqua hanno un corpo. Mentre probabilmente la loro fama deriva sopratutto dalla loro enorme ed enigmatica testa, queste statue hanno ancora in serbo numerosi altri segreti. Più della metà della loro dimensione è risultata interrata, corpo e mani erano infatti celati dal terreno.

Se si attribuisce la scoperta delle parti interrate delle statue alla coppia Routledge, un gruppo privato di ricerca ha recentemente sotterrato una statua che ha mostrato di avere anche numerose scritte sul tronco.

Molti misteri circondano ancora l’Isola di Pasqua e la scoperta di queste scritte nascoste rischiano di riaccendere il dibattito. Leggi l’articolo completo

DESTINI CLONATI

QUESTO INQUIETANTE ARTICOLO DI GIUSEPPE COSCO E’ STATO PUBBLICATO DALLA RIVISTA “OLTRE LA CONOSCENZA“, N. 21, (FEBBRAIO 1998)..

 

 UNO STUDIO METTE IN LUCE UNA REALTA’ SCONOSCIUTA: LE VITE PARALLELE

 

Sono state rilevate analogie incredibili tra vicende umane totalmente estranee tra loro. Dalla storia delle due donne di nome Edna, come da quella dei due presidenti Lincoln e Kennedy, si ricava la certezza che vi sono coincidenze troppo precise per essere casuali. Forse ciascuno di noi ha un “sosia”, un altro che vive la nostra stessa vita come la fotocopia di un disegno già tracciato nel grande libro del destino. Leggi l’articolo completo

I Vampiri

La notizia è di quelle che fanno discutere: nel cimitero del Lazzaretto nuovo di Venezia, durante uno scavo archeologico per indagare sulle epidemie di peste che colpirono Venezia tra il 500 e il 600, è stato trovato lo scheletro di una vampira. O almeno di quella che all’epoca era ritenuta una vampira.
Matteo Borrini, l’archeologo dell’università di Firenze che ha fatto la scoperta ovviamente non crede ai vampiri e, a ben guardare, non aveva canini particolarmente lunghi. Allora perché dice che è una vampira? A causa del modo con il quale è stata eliminata. Dalla foto si vede, infatti, che ha un mattone in bocca che le ha spaccato denti e mascella. Uno scempio, secondo le analisi fatte da Borrrini utilizzando le metodologie rese famose da telefilm come CSI, Borrini è anche antropologo forense, praticato dopo la morte della donna. Un atto che serviva a uccidere un particolare tipo di vampiro: il nachzehrer ovvero il masticatore di sudari. Secondo le credenze popolari questi vampiri non si nutrivano di sangue ma “vivevano” nelle loro tombe masticando i loro sudari e sviluppandosi un poco alla volta fino a poter uscire dalla tomba come veri vampiri. Leggi l’articolo completo